1st February 2012
"Ma ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblicani. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificarne chi l’ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui; non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l’impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perché si capisce - si tocca con gli occhi - che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione."— Cesare Pavese, La casa in collina, 1948
seduto a terra in questa casa semivuota
con troppe cose ancora da impacchettare
e troppe poche che riguardino anche te
mi sono detto “con tutta questa roba non ci riempirò una stanza”
dio solo sa dov’è il resto
quello che io non ricordo ma che so che manca
tutti i treni presi in fretta e i cancelli scavalcati
tutti i posti in cui siam stati solo per non stare fermi
questa scatola che non passa dalla porta
e alla fine non è male qua
c’è il mercato la domenica
io non me ne andrei
se non fosse che è arrivato il tempo in cui il tempo non c’è più
ormai il tempo non c’è più
— Fine Before You Came, “La domenica c’è il mercato”, Ormai, 2010
Et si, plus de 60 ans après, la phrase d’Arletty résumait l’esprit des françaises en général : « Si mon cœur est français, mon cul, lui, est international ! » ?
from Patrick Buisson, 1940-1945, Années érotiques. L’Occupation intime (via jesuisperdu)
(via licoricenymph)





