18th May 2012
A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l’uno dell’altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s’incrociano per un secondo e poi si sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano.
Italo Calvino, Le città invisibili.
(Source: petoliuk, via glowmeltandflow)
18th April 2012
"Poi nel pomeriggio percorriamo i viali dei Giardini Margherita, io che pedalo e lui sulla canna col gelato che sbrodola sulle braccia e mi piace da morire sentirgli il suo odore appoggiandogli le labbra al collo e dietro le orecchie. Fino a sera pedialiamo ubriachi quel magnifico quattordici settembre, un caldo primaverile, una luce schietta che quando il sole va giù i mattoni di Bologna avvampano rossi come se la città dovesse da un momento all’altro bruciare e noi restare i soli superstiti scendendo allacciati dai colli verso le macerie sulla nostra bicicletta fiammante."— Pier Vittorio Tondelli, “Viaggio”, da Altri Libertini, 1980
11th April 2012
"My featherbed is deep and soft,and there I’ll lay you down
I’ll dress you all in yellow silk,
and on your head a crown
For you shall be my lady love,
and I shall be your lord
I’ll always keep you warm and safe,
and guard you with my sword
And how she smiled and how she laughed,
the maiden of the tree
She spun away and said to him,
no featherbed for me
I’ll wear a gown of golden leaves,
and bind my hair with grass
But you can be my forest love,
and me your forest lass."
—
(Source: myforestlove)
27th March 2012
"Sul treno possedevo già un minimo di coordinate possibili, sapevo che avrei sempre preso quel convoglio, che la stazione di Orvieto mi sarebbe divenuta familiare, che in quella piazza d’armi avrei fermato il tempo, che non sarei stato trasferito; che avevo un solo grande adattamento da compiere per cui non avrei dovuto, dopo un paio di mesi, ricominciare tutto da capo, che il vino di queste parti mi avrebbe sempre sorretto e avrei sempre avuto a disposizione una navata del Duomo tutta mia per piangere e disperarmi o fare meditazione trascendentale. Così che arrivato alla caserma guardando i muri mi dico: mi affezionerò a queste pietre, soffrirò su questa piazza gelida, fumerò e mi innamorerò sotto al porticato e tutto insomma scorrerà via senza tanti intoppi fra pene, amori e delusioni e tutto finirà come è iniziato, un altro treno e via pronti per la solita storia…"— Pier Vittorio Tondelli, Pao Pao, 1982
13th March 2012
M.M.
In quel dicembre a Berlino, nella tua casa di Köpenickerstrasse io volevo tutto. Ma era tutto, o solo qualcosa, o forse niente?
Io volevo tutto e mi sono sempre dovuto accontentare di qualcosa.— Pier Vittorio Tondelli, Biglietti agli amici
12th March 2012
"Il dolore dell’abbandono si perde e si infiamma nel dolore primario dell’abbandono della madre e del suo corpo. Dà luogo a una catena infinita di sofferenze che si infilano l’una nell’altra fino al grande e primordiale dolore della venuta al mondo. È una catena di dolori antichi. Una deflagrazione mortale in cui ci può perdere. Per questo a Berlino, Lui scriveva: “Bruno così si accorse che non era della mancanza di Aelred che soffriva, né della sua terra o del suo lavoro. Gli era mancato semplicemente un ragazzo a nome Bruno”.È forse per questo che l’altra sera, stando malissimo, riusciva a intravedere come forma di desiderio soltanto un quieto immaginario famigliare, Correggio, la sua casa, la casa dei suoi genitori."
— Pier Vittorio Tondelli, Biglietti agli amici, 1986
5th March 2012
"Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quest’abbraccio e non chiedere altro perché la sua vita è solo sua e per quanto tu voglia, per quanto ti faccia impazzire non gliela cambierai in tuo favore. Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante volte e poi una volta sarà l’ultima, ma tu dici stasera, adesso, non è già l’ultima volta? Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua perché se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa questi sono problemi solo tuoi; fidarsi dei suoi baci, della sua pelle quando sta con la tua pelle, l’amore è niente di più, sei tu che confondi l’amore con la vita."— Pier Vittorio Tondelli, Biglietti agli amici (via unfebbraiononbisestile)
4th March 2012
"Caro Dilo ti lascio che sono stato tanto bene assieme a te come mai mi era accaduto e non importa che ora ti dica quanto ti ho amato e ti amo, perchè sai benissimo che non appena riguardi a quello che siamo stati, li trovi facilmente i segni del nostro amore. Sono tutti lì che dicono ciao a me che me ne vado perchè proprio non ce la faccio a immaginarmi il tempo dello squagliamento e del deterioramento, con te che arriverai qui e comincerai a cancellare tutto e io non voglio che si apra la battuta di guerra, tutti e due lanciati a stracciare le belle cose che siamo stati, c’è solo tristezza quando si finisce una storia come la nostra, lasciamola dunque così, io non voglio infierire."— Pier Vittorio Tondelli, “Viaggio”, Altri Libertini, 1980
1st March 2012
"E dice guarda, io mi sento che tutti mi leggono dentro come fossi di vetro che non ho più nemmeno un angolo in cui tenerci il cuore e il mio territorio di libertà, no, mi fanno male gli occhi della gente, è un momento così tante volte è passato, ora sono qui tutto terremotato di dentro e sento questo sisma che mi traballa le budella e se sto seduto anche la sedia che l’altra sera al cinema ho gridato terremoto, terremoto e la gente ha urlato, però ero solo io e Paulette s’è messa a ridere, però non mi passa non mi passa santiddio, e piango una lacrima sull’altra che non so da dove vengano fuori, però escono e sembran mare, salate e blu. E io gli dico te agli altri non devi manco pensare che sono tutti stronzi idioti e non sanno nemmeno cosa voglia dire essere liberi o felici, mentre tu lo sei perché hai la tua vita con gente bella che ti vuol bene e allora che ti frega, pensa a te che vali, pensa a noi che siamo la razza più bella che c’è, me lo ha insegnato Dilo questo, ridi, ridici pure su, noi sì che siamo una gran bella tribù. E allora mi sembra che piano piano tutto passi, ma si sa bene che non basta dire due parole o inventare uno scherzetto o fare una rima sciocca, e che quando uno ci ha i cazzi suoi, be’, sono veramente suoi, non c’è da fare un cazzo, manco gli stoici gli epicurei o i filosofi, niente. Non si può impedire a qualcuno di farsi o disfarsi la propria vita, si tenta, si soffre, si lotta ma le persone non sono di nessuno, nel bene e nel male."— Pier Vittorio Tondelli, “Viaggio”, Altri libertini, 1980 (via unfebbraiononbisestile)
